26 Maggio , 2019


Milano

La comunità è composta da 5 suore: Sr. Camilla – Ar. Alfonsina - Sr. Lorenza - Sr Timotea - Sr Vincenza

Apertura della casa: 26 dicembre 1982. La richiesta di apertura è stata fatta dal Parroco di allora Don Piero RE

La parrocchia di S. Protaso, presso cui operiamo si trova nella prima periferia ovest di Milano nel decanato di S. Siro.

Contesto sociale ed ecclesiale in cui operiamo

Questa Parrocchia è stata fondata nel 1933: ha 80 anni di vita.

Parlando dell’intesa opera pastorale dei suoi membri, già qualche anno fa il Card. Martini, in visita pastorale diceva: “ S. Protaso è una parrocchia che ha generato nei fedeli un forte senso di appartenenza, e che oggi è chiamata a vivere un equilibrio tra la cura di chi c'è e la ricerca di chi manca.”

Secondo l’anagrafe del Comune di Milano, a fine 2010 i residenti nel territorio della parrocchia erano 16.163. Di questi il 30% abitanti nella zona popolare, il 55% nella zona di medio livello e il 15% nella zona signorile.

La popolazione residente straniera supera le 3300 unità (dati 2010), più del 19% dei residenti. La quota di stranieri è sensibilmente superiore alla media del Comune (16%), ma soprattutto è distribuita in modo fortemente eterogeneo. Mentre le zone a sud e a est della chiesa hanno una quota della popolazione straniera inferiore alla media comunale (intorno al 12%), la zona posta a nord della chiesa ha una quota di stranieri sensibilmente superiore (attorno al 34%)

La forte presenza di stranieri accentua ancor di più la dinamica demografica descritta precedentemente. La popolazione straniera, infatti, è mediamente giovane, mentre risulta pressoché assente (per ora) nelle fasce di popolazione più anziane, composte interamente da italiani.

La comunità straniera più numerosa è quella egiziana con una quota di circa il 20%, seguita dalla comunità filippina (circa il 15%) e da quella marocchina e peruviana (7 e 6% rispettivamente). Tra le comunità europee quella maggiormente diffusa è la francese (circa 4%).

  1. Solo il 30% dei nuovi nati viene battezzato: le famiglie straniere non cattoliche sono il 60%. È una situazione di autentica “missione” in cui si pone la domanda: come far conoscere il Vangelo a tutte le persone del territorio?

  2. La popolazione della Parrocchia è decisamente anziana rispetto alla percentuale di Milano e della Lombardia. Si potrebbe dire: “Se vuoi vivere a lungo…vieni ad abitare da noi!”.

  3. Il quartiere è composito e senza centri aggregativi (l’unico per giovani e anziani è l’Oratorio; unica società sportiva è la SPES….) e senza un “centro” vitale.

  4. Soprattutto per metà Parrocchia, ci sono grossi problemi sociali. Ma a fronte di questi problemi, sono pochi i servizi pubblici presenti sul territorio. È, di fatto, un quartiere sguarnito.

  5. C’è una forte presenza multireligiosa: cristiani ortodossi, musulmani (la maggioranza), ebrei (un centinaio di famiglie), una struttura dei Testimoni di Geova. A fronte di ciò non esiste un cammino di dialogo interreligioso e neppure ecumenico in atto.

  6. Ci sono grosse sacche di emarginazione, sia a livello economico sia a livello sanitario (soprattutto anziani e persone con problemi psichici).

  7. Dal punto di vista culturale esiste solo il centro culturale parrocchiale: quanto però è conosciuto e quanto incide sul territorio? La sensazione è che ne sia di fatto ai margini …

  8. Si nota la totale assenza di scuole cattoliche dopo quelle dell’infanzia fino al 2013. Sono anche lontane le scuole cattoliche superiori.

  9. Sul territorio non esistono sbocchi lavorativi. Anche per quel che riguarda il servizio badanti (visto che quasi il 20% della popolazione ha più di 70 anni) le possibilità sono poche, in quanto la maggioranza degli anziani vive senza risorse economiche.

  10. Sono totalmente assenti aziende o fabbriche: anche gli uffici presenti sono piccoli e nessuno con almeno 15 dipendenti (il problema dell’articolo 18, perciò, è totalmente assente!).

Esiste un grande “anonimato”, anche all’interno di ciascuna delle tre zone “omogenee”: non vi sono relazioni sociali significative e quindi sono poche le forme di solidarietà spontanee. Predomina la reciproca indifferenza. Non esiste “un’anima” del quartiere, neppure all’interno delle case ALER (dove, tra l’altro, la diversità di etnie impedisce rapporti e socializzazione).

Noi Oblate siamo a “pieno servizio” in questa parrocchia

Si legge nel progetto pastorale

Le Oblate sono a pieno servizio della Parrocchia e si occupano di animazione liturgica, coordinamento catechesi, formazione umana e cristiana dei ragazzi e giovani in ambito oratoriano, servizio caritativo nell’ambito della Caritas parrocchiale; inoltre, collaborano con la Conferenza della San Vincenzo, con il Gruppo dei Ministri straordinari dell’Eucaristia, con le attività rivolte alla Terza Età, con il Gruppo ammalati.

Animazione liturgica

Una suora Oblata è impegnata nel coordinamento di coloro che si occupano di tutto ciò che è previsto per animare le varie celebrazioni feriali e festive.

Dal febbraio 2012 è responsabile anche di un piccolo coro di voci bianche, sorto per educare i bambini al canto liturgico.

Catechesi.

Una suora Oblata è responsabile della programmazione del cammino di iniziazione cristiana, inteso come percorso di introduzione e accompagnamento alla vita cristiana e non semplicemente insegnamento dottrinale o soltanto preparazione ai sacramenti. Coordina 17 catechiste impegnate per circa 200 ragazzi compresi tra gli 8 e gli 11 anni e si preoccupa della loro formazione.

Un’altra suora è responsabile del corso di preparazione alla Cresima per gli adulti, che annualmente richiedono questo Sacramento e si dedica alla preparazione di adulti che chiedono il Battesimo.

Formazione umana e cristiana dei ragazzi e giovani in ambito oratoriano

Da sempre le OMVF sono molto attive in Oratorio, in stretta collaborazione con il sacerdote assistente, per educare le giovani generazioni alla vita buona del Vangelo attraverso gli strumenti della catechesi, del gioco, degli incontri, delle vacanze, dello sport, della cultura, eccetera, armonicamente coordinati L’Oratorio è una proposta della Parrocchia indirizzata a tutti i ragazzi; è luogo di incontro e di formazione alla vita umana e cristiana; esso si affianca alla famiglia, prima responsabile dell‘educazione cristiana dei figli.

Suo obiettivo irrinunciabile è fare incontrare i ragazzi con il Signore o, almeno, prepararli e favorire questo incontro. È uno strumento attraverso cui la comunità cristiana fa crescere nella fede coloro che ha generato attraverso il battesimo.

Servizio caritativo nell’ambito della Caritas parrocchiale e collaborazione con la Conferenza della San Vincenzo

Il primo contatto, in caso di emergenze, è garantito da una delle suore Oblate di Maria Vergine di Fatima (OMVF) che ricopre anche l’incarico di Responsabile Caritas.

Come tale :

  • è impegnata anche nel Centro di Ascolto parrocchiale, nato nel 1994, che sii propone di essere un’espressione dell’attenzione caritativa della comunità parrocchiale, uno strumento della Caritas Parrocchiale che contribuisce a sensibilizzare la comunità ecclesiale e quella civile affinché conoscano i bisogni e maturino atteggiamenti di condivisione e corresponsabilità. È un punto di riferimento per le persone in difficoltà le quali possono trovare qualcuno che le accoglie, le ascolta, le orienta e le accompagna nella loro realtà esistenziale e nella ricerca di soluzioni ai loro problemi, il tutto come un’antenna, un punto di osservazione privilegiato, un bacino di raccolta dati per la conoscenza delle situazioni di povertà presenti sul territorio.

  • Partecipa alla Conferenza di S. Vincenzo

  • È responsabile del Nido Famiglia “Sorriso dei Piccoli” – Ospita bambini da quattro mesi a tre anni come forma di sostegno a famiglie e madri bisognose, in attesa che venga assegnato un posto negli asili-nido pubblici. Utilizza un appartamento della casa parrocchiale, coinvolge 15 volontari e può ospitare fino a 5 bambini, con possibilità di avvicendamenti durante l’anno. Svolge anche altre attività collaterali, quali affido, scuola di italiano, baby sittering gratuito. È iniziato a febbraio 2009.

Gruppo dei Ministri straordinari dell’Eucaristia e gruppo ammalati

Una suora Oblata è responsabile anche del coordinamento di questi gruppi che assistono malati e anziani, visitandoli a domicilio, in casa di riposo o in ospedale e svolgendo il ministero della consolazione e dell’ascolto. Il servizio è svolto dai Ministri Straordinari dell’Eucarestia, dalle Suore OMVF, dalle Religiose di Nazareth e da 5 volontari e si rivolge a 75-100 assistiti.

Attività rivolte alla Terza Età

Due suore Oblate sono responsabili di questi due gruppi

Laboratorio Terza età – È un gruppo di persone anziane che svolgono lavori manuali per educare al gioioso dono di sé. È attivo dal 2007.

Gruppo “Over 60” – Il gruppo è orientato alla terza età, ma è allargato a chiunque sia interessato. Si propone di mantenere viva la fede, cogliendone la bellezza e la forza nel patrimonio artistico, mediante la presentazione di opere d’arte, la lettura di testi e poesie, l’ascolto di brani musicali e le visite a Chiese, monumenti, musei. Coinvolge dalle 30 /40 persone ed è attivo da gennaio 2012.

Altri Impegni a livello parrocchiale e decanale

  • Partecipazione al Consiglio Pastorale Parrocchiale e al Consiglio per gli affari economici parrocchiale

  • Partecipazione al Consiglio Pastorale Decanale

  • Membro della Commissione Famiglia decanale.

(in particolare: membro dell’equipe per la pastorale delle persone in situazione di separazione, divorzio e nuova unione )